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HARTE FUGUNG COSTRUTTO ASPRO. ONIRICO IMPERFETTO. VERTER TURRONI. 2008

19 aprile - 10 maggio 2008

WORKS

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Verter Turroni nella sua personale alla galleria Gasparelli ha deciso d’imbandire un sogno, e lo ha appunto chiamato Onirico imperfetto per sottolineare il carattere magico della visione e la sua imperfezione rispetto al dettato della leggenda.

 

Fulcro centrale dell’allestimento è la figura di un cervo costruito in resina dalle corna fiammanti di candele, che fanno colare cera sull’animale e sul basamento, come un nuovo coagulo di materia, sulla chimica rappresa di cui sono fatti. Il riferimento possibile e lontano, come appunto filtrato dalla memoria imprecisa del sogno, è quello a Sant’Eustachio, che cacciando un bellissimo cervo, scorse una croce luminosa tra le sue corna e udì una voce miracolosa che gli chiedeva “perché mi perseguiti?”. La figura dell’animale divino è propria anche della tradizione indiana e il richiamo alla luce e alle fiamme si attiene anche all’offerta votiva e alla luminosità come rivelazione di un mondo altro, di universo sognato. 

 

Verter da vero demiurgo della resina che padroneggia ormai con abilità da alchimista, ha costruito in maniera mimetica l’animale, oltre ad un non identificato moncone di mondo, una base di sostegno che è porzione smussata della sua terra e che lo innalza come su un altare, oppure sul tavolo dove potrebbe essere offerto in pasto. Alle pareti stanno alcuni dipinti ad olio e invetriati dal bagno di resina, che descrivono un appunto di luogo, di paesaggio di habitat di una natura possibile e dimenticata. (Sabrina Foschini)

 

Verter Turroni in his solo exhibition at Gasparelli 's gallery shows a dream defining it  "Imperfect oneiric" to emphasize the magical character of the vision and its imperfection respect to the legend's dictate.

 

Central fulcrum of the exhibition is a deer's figure realized in fiberglass with flaming antlers made of candles whose wax strains on the sculpture and on the basement, like a new matter's clot, on the coagulated chemical they are made of. The possible and distant reference, such as filtrated by the imprecise memory of the dream, regards Saint Eustace. The saint  hunting a beautiful deer, saw a luminous cross between its antlers and heard a miraculous voice asking him for "Why do you persecute me?". The divine animal's figure also belongs to the indian tradition and the reference to the light and to flames also adheres to the votive offer and to luminosity as another world revelation, of dreamed universe.

 

Verter as a real demiurge of the resin, masters it with alchemist 's ability. The artist constructed mimetically the animal together with an unidentified world's stump. He delineated a base of support that's a bevelled portion of his land and erected it like on an altar, or on a table where could be offered as a meal. On the walls stand some oil paintings glazed by resin which describe a place, a landscape, a habitat, of a possible and forgotten nature. (Sabrina Foschini)

ARTISTS

VERTER TURRONI